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Tommaso Sorchiotti è Creative Digital Strategist o, se volete, Social Media Activist, che di per se non significa niente ma funziona sempre in riunione con i clienti.
Il ragazzo è sveglio, si applica e studia - come dicevano i suoi insegnanti a scuola - e si occupa di Digital, Branding e Social Media.
Profeta del Microblogging, del Personal Branding e del Geolocal in Italia e a detta di molti *primo tumblero italiano*, cerca di diffondere la Cultura della Rete come docente, autore, relatore, consulente.
Tommaso ha l'ambizione di arrivare prima degli altri sui Nuovi Trend di Internet e spesso, non si sa come, ci riesce.
E' connesso ad Internet per soli tre quarti della sua giornata. Cosa faccia nel resto del tempo non si sa.
Adora la cucina etnica, i cani, far sorridere le persone e sorridere quando è solo, la tecnologia hackerabile, le passeggiate nel bosco e le ciaspolate di notte, le serie tv americane, gli sport estremi che poi tanto estremi non sono, lo snowboard, il surf, il kitesurf e le tavole del genere, le sfide, le persone presuntuose e ambiziose.
Non sopporta i gattini ed Hello Kitty in particolare, le attese e le file (non più: ho trovato il trucco!), i suoni gutturali, il disordine, i superficiali e gli ipocriti, quelli che gli dicono come fare le cose, le bionde svampite e chi scrive male il suo nome.

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Sistematizzare tecnologicamente il mondo in maniera radicale, eliminare l’ignoto, l’errore e fornire questo servizio di protesi cognitiva è un sogno folle e devastante. Ed è in questo il nucleo fondamentale che il google-pensiero mostra tutta la sua pericolosa superficialità, un misto esplosivo di entusiasmo bambinesco e di volontà di potenza ingegneristica che può facilmente aprire a una deriva totalitaria. Sovrapporre alla realtà una gigantesca protesi di dati gestita da un’azienda privata più che un aumento, significa piuttosto una diminuzione (se non, in prospettiva, una privazione radicale) di alcuni aspetti fondamentali dell’intelletto e in senso più ampio un grave impoverimento dell’esistenza umana. L’ignoto è la necessaria controparte della conoscenza, così come la profondità, l’estrinsecazione empirica dell’atto di ricerca è quello che fornisce solidità alla scoperta, al mutamento dell’animo che si scolpisce nella persona che la fa.

L’artista francese Jean Jullien ha presentato “Allo”, una serie di illustrazioni che rappresentano con poesia la modernità e le idiosincrasie dell’umanità della nostra epoca.

20 illustrazioni sulla modernità che ti faranno riflettere

Come quando tanti anni fa rispondevamo alle persone che parlavano al cellulare con l’auricolare.

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Dopo una fugace segnalazione di qualche tempo fa mi ero segnato, tra i compiti per casa, questa serie inglese. Black Mirror è una mini serie tv, tre puntate autoconclusive, con cast e regia differenti, create per Channel4 dal famoso (non qui) giornalista inglese Charlie Brooker.

"Se la tecnologia è una droga - e viene esperita come una droga - allora, quali, precisamente, sono gli effetti collaterali? In questo spazio - tra piacere e malessere - è dove Black Mirror, la mia nuova serie, è ambientata. Lo specchio nero del titolo è quello che troviamo su ogni muro, ogni tavolo, su ogni palmo di ogni mano: il freddo, scintillante schermo di una tv, di un monitor, di uno smartphone".

Si tratta di una serie forte e intelligente, realizzata per essere provocatoria e per stendere lo spettatore, lasciandolo senza fiato. Politicamente scorretta, commovente e stimolante allo stesso tempo. Non ho trovato finora altri esempi così illuminanti di critica metamediatica della società. Di certo non tre filmettini da prendere alla leggera. Tra satira e pessimismo, l’autore offre notevoli spunti su cui ripensare il modo in cui la tecnologia possa condizionare le interazioni sociali.

Il consiglio è di lasciarsi affascinare da i 3 episodi prima di approfondire la trama, per non rovinarvi stupore e fascino nel lasciarsi trasportare in un futuro in cui la tecnologia può diventare potenzialmente dannosa per la nostra vita.

Black Mirror | There is no Playbook

Black Mirror | 15 Million Merits

Black Mirror | The Entire History of You

Eventuali link per scaricare le puntate li trovare online, basta un po’ di ricerca.

Il lavoro di Jonathan Harris è veramente straordinario. I feel inspiring.

Tempo fa al Romecamp 2008 un manipolo di aiutanti ragazzoni guidati dall’intrepido Alessio Jacona, propose un intervento meno provocatorio e più stimolante di quello che poteva sembrare.

La tesi principale, esposta da Fullo, è che il porno è un elemento determinante per l’industria del web, paragonabile alla ricerca militare per il progresso nel settore hardware.

Già nella lotta tra VHS e Betamax, due sistemi di videoregistrazione per il mercato domestico, il porno diede una mano al VHS, aiutando ad affossare la tecnologia Sony.

E il porno online ha sempre rappresentato un ricco ecosistema capace di portare risorse (leggi soldi, traffico, pubblicità) e quindi opportunità, nonostante i ricorrenti annunci che definiscono il mercato in forte crisi. Tesi, quest’ultima, che sembra smontarsi da sola, in relazione alla crescita e diffusione di nuovi servizi.

Dan Tynan ha pubblicato una breve analisi, illustrando fattori positivi e negativi, per dimostrare come e quanto il porno ha cambiato Internet fino a quello che conosciamo noi oggi:

Nice: Online payment systems
Naughty: Spam
Nice: Streaming Content
Naughty: Malware
Nice: Live Chat
Naughty: Pop ups, pop unders, mousetrapping
Nice: Broadband
Naughty: Browser hijacking
Nice: Traffic optimization
Naughty: Domain name hijacking
Nice: 3G mobile services
Naughty: Paris Hilton

Il post completo è qua.
Altrimenti, se preferite, l’intervento al Romecamp sul Porno 2.0

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