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Jonathan Hobin Re-Creates the World’s Most Infamous Tragedies with Children
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Dopo una fugace segnalazione di qualche tempo fa mi ero segnato, tra i compiti per casa, questa serie inglese. Black Mirror è una mini serie tv, tre puntate autoconclusive, con cast e regia differenti, create per Channel4 dal famoso (non qui) giornalista inglese Charlie Brooker.
“Se la tecnologia è una droga - e viene esperita come una droga - allora, quali, precisamente, sono gli effetti collaterali? In questo spazio - tra piacere e malessere - è dove Black Mirror, la mia nuova serie, è ambientata. Lo specchio nero del titolo è quello che troviamo su ogni muro, ogni tavolo, su ogni palmo di ogni mano: il freddo, scintillante schermo di una tv, di un monitor, di uno smartphone”.
Si tratta di una serie forte e intelligente, realizzata per essere provocatoria e per stendere lo spettatore, lasciandolo senza fiato. Politicamente scorretta, commovente e stimolante allo stesso tempo. Non ho trovato finora altri esempi così illuminanti di critica metamediatica della società. Di certo non tre filmettini da prendere alla leggera. Tra satira e pessimismo, l’autore offre notevoli spunti su cui ripensare il modo in cui la tecnologia possa condizionare le interazioni sociali.
Il consiglio è di lasciarsi affascinare da i 3 episodi prima di approfondire la trama, per non rovinarvi stupore e fascino nel lasciarsi trasportare in un futuro in cui la tecnologia può diventare potenzialmente dannosa per la nostra vita.
1 Black Mirror | There is no Playbook
2 Black Mirror | 15 Million Merits
3 Black Mirror | The Entire History of You
Eventuali link per scaricare le puntate li trovare online, basta un po’ di ricerca.
Il lavoro di Jonathan Harris è veramente straordinario. I feel inspiring.
Tempo fa al Romecamp 2008 un manipolo di aiutanti ragazzoni guidati dall’intrepido Alessio Jacona, propose un intervento meno provocatorio e più stimolante di quello che poteva sembrare.
La tesi principale, esposta da Fullo, è che il porno è un elemento determinante per l’industria del web, paragonabile alla ricerca militare per il progresso nel settore hardware.
Già nella lotta tra VHS e Betamax, due sistemi di videoregistrazione per il mercato domestico, il porno diede una mano al VHS, aiutando ad affossare la tecnologia Sony.
E il porno online ha sempre rappresentato un ricco ecosistema capace di portare risorse (leggi soldi, traffico, pubblicità) e quindi opportunità, nonostante i ricorrenti annunci che definiscono il mercato in forte crisi. Tesi, quest’ultima, che sembra smontarsi da sola, in relazione alla crescita e diffusione di nuovi servizi.
Dan Tynan ha pubblicato una breve analisi, illustrando fattori positivi e negativi, per dimostrare come e quanto il porno ha cambiato Internet fino a quello che conosciamo noi oggi:
Nice: Online payment systems
Naughty: Spam
Nice: Streaming Content
Naughty: Malware
Nice: Live Chat
Naughty: Pop ups, pop unders, mousetrapping
Nice: Broadband
Naughty: Browser hijacking
Nice: Traffic optimization
Naughty: Domain name hijacking
Nice: 3G mobile services
Naughty: Paris Hilton
Il post completo è qua.
Altrimenti, se preferite, l’intervento al Romecamp sul Porno 2.0
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