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Avevo “scoperto” Jessica Hagy e il fantastico Indexed diverso tempo fa. Mi aveva colpito così tanto che contattai l’autrice per chiederle di utilizzare nell’aggiornamento del libro dedicato al Personal Branding i 10 passaggi che aveva pubblicato, tradurli e spiegarli.
L’autrice, ringraziandomi infinitamente, mi ha anticipato l’uscita del suo libro e l’impossibilità di utilizzare quei contenuti in un testo differente. Ora che il libro è uscito non posso che consigliarlo vivamente. 10 dollari ben spesi. Io aspetto la mia copia, ordinata dieci minuti fa.
L’autrice ha aperto un tumblr per il libro (note to self: add in my to-do list!)
It started with the “How to Be Interesting” post on Forbes.com that went viral, attracting over 1.4 million viewers so far, with tens of thousands liking, linking, and tweeting the article. I was pondering personal assets in business, modern virtues if you will. I thought that being interesting was the greatest one. It’s more vital than hustle or education, more important than good networking. It’s a core attribute that draws people toward each other, and greases the wheels of love and commerce and politics. From that point, I noodled out what it meant to be interesting: and those ideas are now this book.
For more info, pop over to the book’s page.
You can get it from any of these spiffy retailers:

Dopo una fugace segnalazione di qualche tempo fa mi ero segnato, tra i compiti per casa, questa serie inglese. Black Mirror è una mini serie tv, tre puntate autoconclusive, con cast e regia differenti, create per Channel4 dal famoso (non qui) giornalista inglese Charlie Brooker.
“Se la tecnologia è una droga - e viene esperita come una droga - allora, quali, precisamente, sono gli effetti collaterali? In questo spazio - tra piacere e malessere - è dove Black Mirror, la mia nuova serie, è ambientata. Lo specchio nero del titolo è quello che troviamo su ogni muro, ogni tavolo, su ogni palmo di ogni mano: il freddo, scintillante schermo di una tv, di un monitor, di uno smartphone”.
Si tratta di una serie forte e intelligente, realizzata per essere provocatoria e per stendere lo spettatore, lasciandolo senza fiato. Politicamente scorretta, commovente e stimolante allo stesso tempo. Non ho trovato finora altri esempi così illuminanti di critica metamediatica della società. Di certo non tre filmettini da prendere alla leggera. Tra satira e pessimismo, l’autore offre notevoli spunti su cui ripensare il modo in cui la tecnologia possa condizionare le interazioni sociali.
Il consiglio è di lasciarsi affascinare da i 3 episodi prima di approfondire la trama, per non rovinarvi stupore e fascino nel lasciarsi trasportare in un futuro in cui la tecnologia può diventare potenzialmente dannosa per la nostra vita.
1 Black Mirror | There is no Playbook
2 Black Mirror | 15 Million Merits
3 Black Mirror | The Entire History of You
Eventuali link per scaricare le puntate li trovare online, basta un po’ di ricerca.
How to stay creative
Prosegue l’antologia del meglio del meglio del 2010.
Dopo il film dell’anno, prendo spunto dalla mia personalissima guru delle serie tv (titolo tutt’altro che lusinghiero..) per raccogliere gli appuntamenti seriali che mi hanno tenuto compagnia nell’ultimo anno e che..
mi hanno fatto dire almeno una delle seguenti frasi:
“non vedo l’ora che arrivi questa sera per mettere in scaricamento x”
“ma come ho fatto a non guardarla fino ad oggi?”
“guardo solo un’altra puntata e poi vado a letto, giuro”
“devi assolutamente guardare questa serie “ (parlando con gli amichetti “serial-addicted”)

Spartacus: parte piano ma ha un ritmo crescente, diventa appassionante e gode di un’ottima fotografia. Godibilissimo. A patto di accettare un livello notevole di sesso e violenza.
Sherlock: rivelazione BBC. La trasposizione moderna del celebre investigatore rende giustizia al racconto di sir Conan Doyle. Sherlock è spettacolare nella sua capacità di osservazione e nelle deduzioni logiche al limite dell’immaginabile, così come nei singoli racconti calati alla perfezione in una Londra contemporanea ed affascinante. La pronuncia british è al limite dell’afrodiasiaco.
V (2009): il remake del famoso telefilm tiene testa all’originale. Di cui ho sopratutto il ricordo dei trailer con il sacrificio dei piccoli roditori, usati come stuzzichini. Anna, il capo dei visitatori, è di gran fascino ma sopratutto di gran lunga più gnocca della sua precedente. We are of Peace. Always.
Desperate Housewives: anche la settima stagione ha una bella trama e le mini-storie dei personaggi non sono mai noiose. Wisteria Lane si conferma all’altezza.
Dexter: il finale della scorsa stagione era da paura. Alle 4 di mattina, finita l’ultima puntata, ho chiamato un’amica perché avevo bisogno di parlarne con qualcuno. Il fatto che in quest’ultima stagione non è data risposta dell’enigma finale mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ad ogni modo merita. In un certo senso ridimensiona il personaggio.
Glee: la vera scoperta del 2010. In Rete da radical-chic è diventato un cult-pop in un batter d’occhio, ma offline non è poi così noto. Carino, divertente, surreale. La seconda stagione da più spessore ai personaggi secondari, non solo al duo Rachel-Fin e ai tormenti del prof Schuester. Sue Sylvester è spassosa. Con l’arrivo su Mediaset diventerà un tormentone. Praticamente le reinterpretazioni delle canzoni son diventate la colonna sonora dell’ultimo periodo.
White Collar: a me piace anche se a volte è banale. E se parto giustificandomi forse è perché messo alle strette non regge il confronto con le altre serie. Il belloccio Neal tutta classe e arguzia rimane ad ogni modo un n°1. In più piace anche a mia mamma, che vorrebbe tanto vestissi come lui. Come darle torto.
Romanzo Criminale: rimane la miglior serie tv italiana, anche se non ce n’è, non ce la fa a raggiungere i livelli della prima stagione. La mancanza di Libano e di Roma co-protagonista al pari degli attori si fanno sentire. Anche se il Freddo spacca. Dandy e Buffalo non sono da meno.
* ho lasciato fuori Californication, Lost e Big Bang Theory. D’altronde questa è una classifica, non si vuole accontentare tutti.
L’ho rivisto 3 volte, cosa più unica che rara per me. Scott Pilgrim vs The World è un film folle, assurdo, visionario..insomma un piccolo capolavoro!

La trama pare scontata: un ragazzo sfigatino che deve battere 7 ex-fidanzati per conquistare il cuore di una ragazza “strana”. Il talentuoso Edgar Wright (c’era anche lui nel tarantiniano Grindhouse) e Michael Cera (il ragazzino di Juno) spingono al massimo la cultura dei game a 8 bit (16?) per proporre al meglio su pellicola l’omonima miniserie a fumetti. Dal roommate gay alle chicche humor-demenziale stile Scrubs la storia non rischia mai di scadere sul banale. Chiamatela contaminazione, mashup, di certo SPvstW rappresenta una forma originale e innovativa di racconto per questo anti-eroe moderno.
Condivido la descrizione di Players (rivista da tenere in considerazione!)
…
Questa premessa assurda dà vita ad un’epica a metà strada tra manga stile Ranma 1/2 e un film di Wes Anderson. La serie è un capolavoro che miscela alla perfezione quotidiano e fantasia in un vortice di eventi memorabili.
Ma Scott Pigrim va molto oltre il fumetto. L’epica di Scott ha una struttura simile ad un gioco di ruolo giapponese: ogni esperienza regala punti che permettono di crescere, ogni fallimento danneggia l’evoluzione dello spirito. Ma perché questo succeda, i protagonisti devono affrontare un’avventura. Prima di conoscersi, Scott e Ramona non hanno la minima idea di quello che possono fare nella vita. Si trascinano in un mondo che dà poche dritte per capire quale sia la direzione migliore per affrontare il futuro. Insieme si lanciano alla ricerca di punti esperienza. O’Malley gioca sulla metafora pagina dopo pagina, citando Sonic, Mario, Final Fantasy e molti altri videogiochi storici.
Complice l’ottima colonna sonora Scott Pilgrim sa stupire e commuovere, oltre che esaltare i maniaci della cultura pop-videogame. Non la solita noia dei filmettini con Suckerberg..

Online (e non poteva essere altrimenti) gli ambienti social sono stati popolati e organizzati a dovere: il Socialrama è notevole ed è stato creato un canale YouTube dedicato ai remix!
1-up!