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When you find something you love on Pinterest, sometimes you want to learn more so you can act on baking those...
es verdad esto????
Everyone, I’m elated to tell you that Tumblr will be joining Yahoo.
Before touching on how awesome this is, let me try to allay any concerns:...
Condiviso e velato scetticismo. Sperem bene.
Yahoo quiere comprar Tumblr.
:D minchia non sono l’unica pessimista in materia allora
No davvero. Storicamente Yahoo è un po’ un Mida al contrario: manda in mona quel che tocca.
Ma esiste ancora Yahoo? (E ha ancora soldi?) Quale idiota nel 2013 usa Yahoo?
(via curiositasmundi)
9gag:
The only time in history when a “like” could actually save a life.
“Red” Hong Yi è una giovane artista architetta malesiana. Ho avuto il piacere di conoscere la ragazza a Bologna, quando Nespresso le commissionò un’opera omaggio a Lucio Dalla. Una tela con un ritratto del cantante realizzata con 5.000 stampe di tazzine da caffè.
Poi per questioni di marketing Red pubblicò la foto con Cesare e non quella fatta col sottoscritto. Ma pazienza. Si sa come devono andare certe apparizioni pubbliche.
Ad ogni modo Red continua a piacermi per il suo stile e l’originalità delle sue creazioni. Sempre con elementi naturali ha creato su Instagram una serie di piatti-ritratto utilizzando il cibo. Seguendo l’invito al#creativemarch la ragazza ha realizzato per il “31 Days of Creativity with Food project” delle piccole opere d’arte.
Chissà che ne penserebbe mia mamma che mi ha sempre urlato “Non si gioca con il cibo!”
Un editore intelligente la metterebbe come clausola nel contratto di edizione: “L’autore si impegna a non avere un profilo su Facebook”.
Gli scrittori, su Facebook, sono come i tuoi professori quando li incontri al supermercato: sono goffi, sono fuori luogo, molto peggio di come te li immaginavi, e cerchi di evitarli a tutti i costi. Gli scrittori, su Facebook, scrivono sempre cose che non fanno ridere, hanno un umorismo che sulla carta funzionerebbe anche, ma che su Internet fa pena, perché è lento e macchinoso come le battute di Family Guy. Se poi, ancora peggio, si mettono a scrivere cose serie, il risultato è sempre ridicolo. Ma è colpa del mezzo eh, che banalizza tutto. No. È che attraverso quel mezzo, se sei orrendamente narcisista, tutto quello che scrivi (peggio ancora se lo fai con un’intenzione, seria o ironica che sia) rimbomba come un applauso in un box auto di cemento. Con quel riverbero fastidiosissimo e breve, che sembra di plastica e si richiude subito su se stesso.
Gli scrittori non dovrebbero mettere le loro foto su Facebook, non certo per l’idea in sé, ma perché sono sempre terribili, e ti passa veramente la voglia. “Ah ma è così? Va beh ma allora ho capito perché parla male di tutti”. Che magari è anche un ragionamento superficiale, anzi lo è, ne diamo atto. Però intanto il prossimo libro, quello che uscirà l’anno prossimo e che Lui metterà subito come foto profilo (ma li obbligano gli editori?) ci penserò quattro volte, prima di comprarlo.
La verità è che quasi tutti gli scrittori non sono mai stati brillanti. Ma per fortuna c’era la carta a salvarli, e la splendida possibilità che ci era ancora concessa, di non viverli nel privato. E Facebook ha invece vanificato un lavoro di millenni. Smetterei di leggere anche Dostoevskij, se mettesse le sue foto su Facebook (perché so anche già quali metterebbe). E ovviamente sarei io a perderci. E allora perché? Se questa cosa fa male a tutti quanti – all’autore, all’editore, ai lettori – se il suo wall è sempre lordo di commenti ignobili e di blandizie di subumani a cui l’autore non farebbe nemmeno portare giù la spazzatura, semplicemente non facciamola più.
WHEN A BRAND STARTS A FACEBOOK POST WITH “LIKE THIS STATUS IF…”
Il tumblr di cui mi sono innamorato oggi
Thanks hackers. (h/t twizzlerp)
La favola della pulce
El espíritu de los cínicos: La Fábula de la Pulga Importante
The anatomy of Twitter.
The Future Isn’t About Mobile; It’s About Mobility - David Armano - Harvard Business Review
Non è tanto la tecnologia o l’innovazione degli strumenti, quanto le modifiche dei comportamenti che questa comportano
The Dark Knight Raises His Finger.
Vale anche per il Social Media guru ad Agosto
Social Media Revolution (Parodia)
Nell’arco di una vita, un utente di internet spende un giorno a cancellare la frase “Enter your search here” dai box di ricerca.
Nel mentre che metà paese è sotto shock per le scosse e le vittime del terremoto nel modenese, c’è chi pensa bene di approfittare di un’opportunità di ribalta a bassissimo costo. Trasformare un problema in opportunità, si dice.
Come? Sfruttando l’attenzione e l’hashtag #terremoto, inevitabilmente trending topic su Twitter, per veicolare messaggi promozionali.

La “soluzione” per gli amici di Groupalia è mollare tutto e scappare a Santo Domingo! Eggià perché il link punta ad un’offerta irripetibile per Samanà, che, ironia della sorte, non è poi coì distante da Haiti..
Un tweet infelice e surreale, immagino pensato come una battuta azzardata, è diventato un enorme boomerang con migliaia di critiche ed insulti a chi ha pubblicato il messaggio.

Tanto che l’azienda è stata costretta a tornare sui suoi passi, cancellando il tweet e pubblicando un messaggio di scuse. Troppo poco secondo molti, che chiedono un impegno più concreto per dimostrare il rimorso per il messaggio.

L’azienda di prodotti sportivi Brux ha la soluzione contro il fastidioso problema delle vibrazioni. Poco importa se son quelle di una gita in moutain bike o quelle di una scossa di Magnitudo 6. Non mette hashtag (guardando il profilo c’è anche il dubbio che non sappia come si fa). Senza link non si capisce neppure a cosa si riferisce.

Infine i geni di Prenotable che suggeriscono di esorcizzare la paura con un bel pranzetto. E un bel chissenefrega delle scosse, delle vittime e dei disagi. Vieni in uno dei nostri 800 ristoranti!
Ora lascio ad ognuno le riflessioni sul buon senso di inserirsi in una situazione di emergenza per farsi belli e piazzare la propria offerta, auto-generando come dice Roberta una crisi al proprio Brand.
Per quanto riguarda l’utilizzo “abusivo” dell’hashtag #terremoto questi messaggi son da condannare al pari di quelli delle persone che postano battute, doppi sensi, informazioni non verificate, con la conseguenza di sporcare un canale di comunicazione che diventa importante per gestire al meglio le emergenze.
Update: tutti gli account si sono scusati dei messaggi. Ma ripeto, più che i mea culpa servirebbero azioni concrete.
No blogging, no tweeting, ecc.. tumblering is ok, then.
Quando il social media marketing è contro i social media | YDL