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Il modo più semplice per contattarlo è l'e-mail

Foto di Antonio Pavolini
Tommaso Sorchiotti, 30 e qualcosa anni, bla bla bla.. la presentazione “seria” la trovi qua.
Il motivo di questa pagina non è tanto quello di presentarmi, ma di spiegare il mio utilizzo di Twitter. Quello che nelle aziende, quelle più serie almeno, è chiamata “policy” di utilizzo.
La definizione l’ha coniata scherzosamente quel creativo mancato che è Alessandro Bonino. In realtà non lavoro per nessuna società che si occupa di microblogging, anche se in passato ho collaborato con una delle più importanti. Ho semplicemente iniziato a seguire il fenomeno dal suo inizio come appassionato, tenendo per due anni un blog dedicato al fenomeno. Per questo molti mi considerano ancora un precursore e un “esperto” del settore. Che poi, il mio uso di Twitter è abbastanza personale e raramente parlo di microblogging.
Di base seguo solo persone che conosco e con cui ho un rapporto personale. Può sembrare snobbismo, in realtà già così faccio fatica a seguire i miei 260-qualcosa contatti. Aggiungendo altre persone rischio di perdere l’intimità e la relazione personale con i miei contatti. Quello che poi, a mio avviso, è il bello di Twitter.
C’è molta probabilità quindi che se mi aggiungi come “amico”, non vedi ricambiato il favore. Per chiarezza preferisco dirtelo prima, di modo che sei libero di fare come vuoi.
No, anzi. Leggo tutti i replies (i messaggio indirizzati @tommaso) e utilizzo tanto la ricerca. E comunque negli altri network sono molto più elastico. Diciamo che su Twitter preferisco avere gli amici “tradizionali” e con cui c’è una certa affinità.