26/01/2009
Porn drives technology: dove può portare la Rete il porno 2.0?
Tempo fa al Romecamp 2008 un manipolo di aiutanti ragazzoni guidati dall’intrepido Alessio Jacona, propose un intervento meno provocatorio e più stimolante di quello che poteva sembrare.
La tesi principale, esposta da Fullo, è che il porno è un elemento determinante per l’industria del web, paragonabile alla ricerca militare per il progresso nel settore hardware.
Già nella lotta tra VHS e Betamax, due sistemi di videoregistrazione per il mercato domestico, il porno diede una mano al VHS, aiutando ad affossare la tecnologia Sony.
E il porno online ha sempre rappresentato un ricco ecosistema capace di portare risorse (leggi soldi, traffico, pubblicità) e quindi opportunità, nonostante i ricorrenti annunci che definiscono il mercato in forte crisi. Tesi, quest’ultima, che sembra smontarsi da sola, in relazione alla crescita e diffusione di nuovi servizi.
Dan Tynan ha pubblicato una breve analisi, illustrando fattori positivi e negativi, per dimostrare come e quanto il porno ha cambiato Internet fino a quello che conosciamo noi oggi:
Nice: Online payment systems
Naughty: Spam
Nice: Streaming Content
Naughty: Malware
Nice: Live Chat
Naughty: Pop ups, pop unders, mousetrapping
Nice: Broadband
Naughty: Browser hijacking
Nice: Traffic optimization
Naughty: Domain name hijacking
Nice: 3G mobile services
Naughty: Paris Hilton
Il post completo è qua.
Altrimenti, se preferite, l’intervento al Romecamp sul Porno 2.0
Articolo inviato alle 14:32 ∞








