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03/07/2007

Pownce 99% Bad?!

Da lunedì un’ondata di inviti (grazie all’operazione di Mashable?) ha permesso la diffusione di Pownce, l’ultimo network di microblogging, ancora in fase alpha (quindi ben lontano da essere definitivo..) all’interno della blogosfera italiana.

Ironicamente la popolarità del servizio è cresciuta da quando gli inviti hanno iniziato a diffondersi su Twitter, quello che si presumeva dovesse essere l’avversario da battere per Pownce.

Una volta iscritti il servizio si presenta in maniera molto semplice: con la stessa immediatezza di Tumblr su Pownce è possibile inviare ai propri contatti messaggi di testo, file, link ed inviti ad eventi.

Altra novità è quella di poter raggruppare contatti, cosa tecnicamente stupida, ma a cui né Twitter, Jaiku o altri avevano ancora pensato.

E’ possibile utilizzare oltre la pagina web un client (che richiede Adobe Integrated Environment) o l’applicazione già presente per Facebook.

Al momento il servizio non dispone (ma non è detto che non venga presto implementato) alcun supporto mobile, quindi non perdete tempo a cercare funzionalità via sms e così via..

Pownce nella sua versione base è gratuita, ma è anche prevista una versione a pagamento ($20 all’anno) per acquistare un account pro, senza pubblicità e con qualche limite in meno.

In questa fase di lancio i realizzatori hanno deciso di sfruttare la strategia servizio ad invito per creare aspettativa e giocare sul timore di essere lasciati fuori (!) dall’applicazione del momento.

L’impressione dopo una giornata di utilizzo è quella di un servizio discreto, che come per gli altri prodotti di microblogging trovo gran parte del suo valore nella rete che si crea, quindi aspetterei prima di giudicarlo dopo un giorno.

Quello che mi sembra chiaro è che, per quanto se ne dica, non si tratta di un’alternativa a Twitter, nè tantomeno di un Twitter ipervitaminizzato. Il solo fatto di non avere un refresh automatico della pagina ne limita di parecchio la capacità di utilizzarlo come status service.

Credo che in qualche modo Twitter abbia profondamente oscurato la nostra capacità di intendere il microblogging, se così vogliamo intendere la pubblicazione di contenuti in forme d’interazione più immediate rispetto a quelle a cui eravamo abituati, e che a volte facciamo fatica a capire quando si tratta di una novità, solo perché presenta lo stesso fiocco della scatola vecchia.

Tumblr » the blog system for busy people