@Tommaso | .Questo non è un Blog.

Tommaso Sorchiotti, ormai 30 e 1 anni, è social media activist, che di per se non significa niente, ma incarna bene la complessità e le attività che segue.
Il ragazzo è sveglio, si applica e studia - come dicevano i suoi insegnanti a scuola - e si occupa di digital, comunicazione online e social media.
Profeta del Microblogging, del Personal Branding e del Geolocal in Italia e a detta di molti *primo tumblero italiano*, cerca di diffondere la cultura come docente, consulente e come blogger.
Tommaso ha l'ambizione di arrivare prima degli altri sui Trend della Rete e spesso, non si sa come, ci riesce.
E' connesso ad Internet per soli tre quarti della sua giornata. Cosa faccia nel resto del tempo non si sa.
Adora gran parte degli sport, i cani, le serie tv americane e il cibo piccante.
Non sopporta i gatti, i suoni gutturali, gli ipocriti e chi scrive male il suo nome.
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Non siate folli. Siate voi stessi.

Anch’io questa mattina ho appreso con dispiacere la notizia della morte di Steve Jobs, che considero un visionario, credo che nessuna persona sana di mente possa negarlo.

Anch’io uso e sono legato a prodotti che scelgo di pagare di più principalmente perché funzionano senza complicazioni e risolvono i miei problemi meglio di altri.

Anch’io sono affezionato a frasi che diventeranno il testamento di un uomo che ha saputo prendere il meglio dalla vita, ha avuto fortuna ed ha inspirato tante altre persone.

Tuttavia non sarò tra quelli che celebrerà e beatificherà l’uomo Jobs come il messia che ha portato la luce illuminando la caverna dei primitivi. Non esiste un’era ante e post-Jobs. Non è ingratitudine. E’ realismo. Jobs era un imprenditore e il suo ruolo era far soldi. Ha introdotto grandi novità e cambiato i comportamenti di un numero notevole di persone di questo pianeta. Che poi produrre ottimi prodotti è una strada per il progresso dell’umanità, è una balla spaziale. Buona per i necrologi dentro e fuori la Rete.

Così come che bisogna essere folli e ribelli per cambiare le cose. Si nasce geni, non si diventa. Le cose si cambiano col lavoro e col sacrificio. Poi se c’è quel 1% in più di talento si possono fare grandi cose, ma non senza lavoro e sacrificio. Insegnare ad essere ribelli, senza prima passare per una giusta causa e dei valori, equivale ad entrare in un bosco e iniziare a sparare alla cieca, sperando di portare a casa la cena.

Jobs era mortale. Fatevene una ragione. Non aveva superpoteri. Ha creato un’azienda che fa ottimi prodotti. Per poi trasformarla in una fabbrica di status-symbol.

Questo tempo aveva bisogno di un’icona. Steve Jobs ha saputo trasformare se stesso in una divinità. Non un professore geniale o un abile professionista. Un viso che da domani sarà su milioni di bandiere, digitali e non. In edicola come nei migliori Tumblr di tutto il mondo.

Mi mancherà? Se Apple continuerà a produrre buoni prodotti probabilmente no.
Ma la mia non è fede. E’ ragione.

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  8. hitbyasmythecriminal ha rebloggato questo post da tommaso e ha aggiunto:
    questo mondo! Grazie, Tommaso.
  9. stancore ha rebloggato questo post da tommaso
  10. sanbasoul ha detto: Spero per coerenza e per ragione che tu dica le stesse parole alla morte di Berlusconi.
  11. postato da tommaso